Indice
della letteratura comunista
Pippo Assan
CRISTOFORO COLOMBO
ossia di come convinti di navigare verso le Indie
approdammo in America
(bilancio dell'impresa in vista del V centenario della
scoperta dell'America)
EDIZIONI NUOVE - Firenze, 1988
- La ricerca della nuova via per le Indie
- Le possibilità offerte dalla scoperta
1.
IL MOVIMENTO ECONOMICO DELLA SOCIETà
- Il movimento rivoluzionario e il
movimento di trasformazione della società
- Le forze motrici del movimento delle masse
Il movimento delle masse e le sue forme
(espressioni)
La concezione materialista delle forze motrici del
movimento delle masse
- La ripresa dell'accumulazione del capitale
- La crisi per sovrapproduzione generale
di capitale
2. LA CRISI DEL MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO
- La borghesia cavalca la crisi
- Il metro su cui misurare la crisi: le
possibilità del movimento reale
- Le condizioni economiche e politiche
degli anni '70
La crisi della classe dominante
Le organizzazioni rivoluzionarie e le bande
- La natura della nostra crisi e l'attuale
posta in gioco
- Il successo della nostra azione
La creazione di un centro della lotta del
proletariato per il potere
L'accelerazione del declino dei revisionisti
La creazione di una nuova leva di rivoluzionari
Un limite alla demoralizzazione tra le masse
- Sfruttare i successi conseguiti
4. LA STRATEGIA DEI COMUNISTI NELLA METROPOLI IMPERIALISTA
- Il bilancio dell'esperienza della lotta
politica del proletariato nell'epoca imperialista
- L'esperienza del movimento delle masse in Italia
negli ultimi vent'anni
5. I COMPITI E LA STRUTTURA DEL PARTITO COMUNISTA
- Il programma del partito comunista
- L'attività combattente e la lotta contro la
controrivoluzione preventiva
- Il nostro compito internazionalista
- La struttura organizzativa del partito
Il carattere clandestino del partito
Il carattere operaio del partito
La formazione dei membri del partito
Il ruolo dei membri del partito nel
movimento delle masse
Valorizzare l'esperienza delle bande (K.Marx, Le lotte di classe in
Francia dal 1848 al 1850)
EDIZIONI NUOVE
Via Ruffolo, 7 - Firenze
1° edizione: aprile 1988
Finito di stampare nel mese di marzo 1988
da Officine Grafiche Pizzi srl
via F. Baracca , 25 - Firenze tel. 522471
Impostazione grafica di Lorenzo Vallavi
Tutti i diritti riservati
Valorizzare l'esperienza delle bande
Valorizzare il patrimonio delle
esperienze del movimento comunista internazionale
Condurre il bilancio delle
esperienze passate per valorizzarne gli insegnamenti nella definizione della
linea e del programma su cui fondare il partito
Ad eccezione di alcuni pochi
capitoli, ogni periodo importante degli annali rivoluzionari dal 1848 al 1849
porta come titolo: disfatta della rivoluzione!
Chi soccombette in queste
disfatte non fu la rivoluzione. Furono i fronzoli tradizionali
prerivoluzionari, risultato di rapporti sociali che non si erano ancora acuiti
sino a diventare violenti contrasti di classe, persone, illusioni, idee,
progetti, di cui il partito rivoluzionario non si era liberato prima della
rivoluzione di febbraio e da cui poteva liberarlo non la vittoria di febbraio
ma solamente una serie di sconfitte.
In una parola: il progresso
rivoluzionario non si fece strada con le sue tragicomiche conquiste immediate,
ma, al contrario, facendo sorgere una controrivoluzione serrata, potente,
facendo sorgere un avversario, soltanto combattendo il quale il partito
dell'insurrezione raggiunse la maturità di un vero partito rivoluzionario.
Compito delle pagine che seguono
è di darne la dimostrazione.
(K.Marx, Le lotte di classe in
Francia dal 1848 al 1850)
L'esperienza di tutta la nostra epoca, l'epoca
dell'imperialismo e delle rivoluzioni proletarie, insegna che il movimento
rivoluzionario del proletariato non riesce a svilupparsi oltre i livelli
iniziali se non è guidato da un partito che incarna una concezione sistematica
e giusta (ossia riflesso del movimento reale nella mente umana) delle
contraddizioni che determinano il movimento della società: la teoria
rivoluzionaria. Quindi è parte integrante del lavoro di costruzione del partito
comunista la elaborazione della teoria rivoluzionaria, come elemento
costitutivo del partito e guida della sua azione. Per l'elaborazione della
teoria rivoluzionaria, per la sua comprensione e per la sua assimilazione è necessario un sistema di
stampa veramente libera da museruole
poliziesche e da preoccupazioni legali, in cui sia possibile trattare i vari
problemi e temi senza peli sulla lingua e senza riguardi per il codice penale
della classe attualmente dominante: occorre un sistema di stampa clandestina. Creare questo sistema è il compito
del momento perchè è un mezzo indispensabile per condurre il bilancio
dell'esperienza passata, per elaborare il programma e la linea unificandosi
attorno ai quali gli individui impegnati nella causa del comunismo, ma ora
ancora dispersi, arriveranno a costituirsi in partito.
Cosa significa creare un sistema di stampa clandestina? Inventare e
impratichirsi dei metodi necessari alla sua produzione; imparare ad usarla,
studiarla e farla circolare eludendo le ricerche dei poliziotti; imparare a
servirsene con la libertà e la disciplina che essa comporta; usare ogni
esemplare al massimo, riproducendolo e passandolo con le necessarie cautele a
persone capaci di trarne giovamento; usare la circolazione e lo studio della
stampa clandestina come primo elementare sistema organizzativo per selezionare
gli individui decisi e capaci di lavorare per la causa, distinguendoli dai
chiacchieroni; usare con le necessarie cautele e i necessari camuffamenti i
temi, le argomentazioni e le notizie forniti dalla stampa clandestina per il
lavoro di orientamento, di agitazione e di propaganda che il compagno svolge
nel suo ambiente. Questi sono i modi in cui ogni compagno contribuisce a creare
il sistema della stampa clandestina, secondo le sue forze e la sua condizione.
I compagni oggi sparsi che dedicheranno con intelligenza le loro energie a
questo lavoro riusciranno via via a organizzare attorno a sé altri compagni e
ad entrare in contatto con i promotori dell'iniziativa e quindi a confluire,
anche con legami diretti ma adatti al carattere clandestino dell'azione, nel
processo di costituzione del partito.
A chi è diretta la stampa clandestina? In questa fase il nostro compito
politico si riassume nel «condurre il bilancio delle esperienze passate per
valorizzarne gli insegnamenti nella definizione della linea e del programma su
cui fondare il partito». Quindi la stampa clandestina è rivolta principalmente
ai rivoluzionari, tratta principalmente i temi necessari al loro orientamento,
alla elaborazione della loro esperienza per la definizione del loro «che fare».
In questa fase la stampa clandestina è strumento della battaglia che ha come
obiettivo ottenere che i rivoluzionari abbiano idee giuste. La stampa
clandestina non deve quindi essere
distribuita al di fuori di questo ambito né si deve chiedere ai suoi redattori
di trattare altri temi. Resta ad ogni rivoluzionario il compito di «tradurre»
quello che via via viene assimilando dalla stampa clandestina in qualcosa di
adatto alla condizione concreta in cui
egli svolge il suo lavoro di orientamento, agitazione e propaganda, man mano
che vi sono gli elementi necessari ed egli ne diviene capace. I redattori della
stampa clandestina non possono trattare direttamente delle situazioni concrete
e quindi usare per il nostro compito attuale gli insegnamenti che derivano
dallo studio di esse, se non nei limiti in cui riescono a conoscere quelle
situazioni direttamente o per relazioni con altri rivoluzionari. Abbiamo
verificato mille volte che molto raramente è possibile raccogliere dai mezzi di
comunicazione borghesi, dalla cultura accademica, dalle pubblicazioni di
statistica, dalle relazioni parlamentari e di associazioni professionali,
materiale serio ed abbastanza completo per un'analisi scientifica di situazioni
concrete. Solo man mano che il nostro lavoro avrà successo e, anche tramite il
sistema della stampa clandestina, avremo creato rapporti diretti con
rivoluzionari operanti in varie situazioni e potremo attingere alle loro
esperienze, solo man mano che si costituirà questo sistema di canali che sarà
anche un primo passo verso la costituzione di una rete di comitati di partito,
potremo rendere il nostro lavoro più ricco e quindi renderlo utile anche per
un'azione di proselitismo e renderlo usabile anche da un numero più vasto di compagni.
Su queste basi e con questi limiti diamo il via a queste edizioni
pubblicando il primo opuscolo. Il numero di esemplari tirato è molto limitato.
Sta ad ogni compagno che ne riceve uno, evitare con tutte le sue risorse che il
suo esemplare finisca nelle mani della polizia. Meglio un esemplare
accuratamente distrutto, che nelle mani della polizia. E' impossibile tuttavia
escludere che prima o poi, in un modo o nell'altro ciò succeda: e ogni compagno
deve quindi dare per scontato che la polizia sia a conoscenza dell'esistenza
dell'opera e ne ricerchi la presenza nelle perquisizioni. Ma più tardi ciò
avviene, più ampiamente può svolgersi il nostro lavoro e meno efficace è
l'azione della polizia.
Ai nostri lettori auguriamo buon lavoro e rapidi progressi nell'arte della
lotta rivoluzionaria nei paesi imperialisti.
Gli editori
Questo opuscolo è il risultato di discussioni e riflessioni con vari
compagni e in questo senso è un lavoro collettivo. Per esporre i temi ho
inoltre usato tutto quanto di utile è stato prodotto in questi anni, a volte
copiando letteralmente espressioni, periodi e anche pezzi interi, in genere
senza citare la fonte. Gli autori riconosceranno facilmente qua e là le loro
parole. Le condizioni del lavoro rivoluzionario ci autorizzano a procedere in
questo modo. La responsabilità delle tesi svolte e delle proposte ovviamente è
mia e dei compagni che hanno partecipato con riflessioni e discussioni. Nello
scritto sono appositamente evitati termini ed espressioni che, cadendo sotto
l'occhio di un investigatore anche distratto, potrebbero suscitare la sua
curiosità. Ho introdotto questa censura per diminuire il pericolo per i
lettori, senza nulla togliere nella sostanza alla libertà di espressione del
pensiero. Ogni lettore è facilmente in grado di sostituire mentalmente
l'espressione esatta a quella adottata nel testo.